I <<frammenti>> rappresentano un tentativo, come tali un'opera incompiuta, di creare un lavoro in versi che non fosse, dato il tema, un semplice rifacimento della vicenda di Ulisse. L'intenzione era quella di creare un'opera di largo respiro, senza cadere nelle dimensioni del Faust o della Commedia essendo ben lontano da aspirare a tanto. L'opera si è arrestata per incapacità di proseguire; le difficoltà sono nate nel dar forma, al dopo Itaca: creare qualcosa che esprima elementi significativamente nuovi e validi dopo la sapiente concisione delle terzine dantesche, è cosa ardua. Se l'impulso che mi mosse dovesse riprendere forma, i versi mancanti apparirano. Per ora nella mente vi sono solo idee confuse. Quanto propongo è comunque, a parer mio, degno di attenzione, anche se ne lascio il giudizio a chi legge.
Trattandosi di versi che riflettono esperienze personali, ho creduto opportuno apporre note per esplicitare riferimenti altrimenti incomprensibili.
Per ogni <<canto>> ho apposto tempi di lettura d'origine e natura musicale per indicare sia come vadano letti, sia per restituire ancora più la mia ansia espressiva e fornire la mia chiave d'avvicinarsi al testo: troppo stesso ho sentito urlare sonetti che richiedevano solo una calma lettura. Tali indicazioni, mutuate dalla musica, ritengo aiutino a comprendere le intenzioni dell'autore.